lunedì 28 dicembre 2009

il ritaglio

"Quell'arte che abbonda" di Giorgio Bonomi
tratto dal Corriere dell'Umbria di Domenica 27 Dicembre 2009
clicca sul ritaglio per leggere l'articolo

martedì 15 dicembre 2009

Simona Frillici
CRIME NEWS
tecnica mista su carta bambagina
tratto dalla mostra In Chartis Mevaniae XII
dal 20/12/2009 al 06/01/2010
Logge del Palazzo dei Consoli, Bevagna, Perugia
a cura di Mara Predicatori

martedì 1 dicembre 2009



Elfrida Gubbini

Vitae

bassorilievo gesso, corda, pietre dure

2009

particolare dell'installazione per Around the Sacred Trees. 28 novembre- 8 dicembre, Piazza della Repubblica, Spello (pg).

lunedì 30 novembre 2009

SANDFORD&GOSTI, E(co)stasi pendente
light box, cm 60x30x15, 2008

martedì 17 novembre 2009

Around the Sacred Trees
Artisti in onore dell'albero
Roma, Casa delle Culture, 22-24/11
Spello, Sala Espositiva Comunale,
Piazza della Repubblica, 28/11-08/12
inaugurazione 28 novembre ore 16,30

giovedì 15 ottobre 2009

Benedetta Galli, Velocità, 2007, cm 25x35, acrilico e matita su carta



Marino Ficola
senza titolo
2009
materiali vari
Parco dell'Arte
Cerrina Monferrato (Al)




lunedì 5 ottobre 2009

LA LEGGEREZZA DELLA SCULTURA
QUARTA EDIZIONE 2009
Stefano BONACCI, Tonina CECCHETTI, Michele CIRIBIFERA, Virginia Di LAZZARO, Massimo DIOSONO, Marino FICOLA, Danilo FIORUCCI, Giovanni GAGGIA, Benedetta GALLI, Ilaria LOQUENZI, Francesca MANFREDI, Roberta MECCOLI, Gianluca MURASECCHI, Laura PATACCHIA, Gianni PIACENTINI, Giovanni TERMINI, Cristina TREPPO.
Progetto I.N.A.C. / Curatela: STUDIO A’87
Intervento critico: Aldo Iori
Luogo: Parco dell’Arte, in via Garmontano 5, a Cerrina Monferrato AL
Cerrina Monferrato (Al).
comunicazione: Verso l’Arte Agenzia di Stampa
Inaugurazione: Sabato 3 ottobre, ore 17:00
Periodo: 3 ottobre - 30 novembre 2009
Patrocinio: Regione Piemonte - Assessorato al Turismo, Assessorato alla Cultura - Provincia di Perugia, Comune di Cerrina, Comune di Spoleto
Catalogo: catalogo a colori di 96 pagine Verso l’Arte Edizioni
Orario: Sabato e Domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00
Info: 327.5557009

La quarta edizione de "La leggerezza della scultura", prenderà avvio il 3 ottobre prossimo e rimarrà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, fino 30 novembre 2009. Come la precedente edizione, essa sarà ospitata presso il Parco dell’Arte, in via Garmontano 5, a Cerrina Monferrato (Al).
Durante l’inaugurazione, che avverrà sabato 3 ottobre alle ore 17, ci sarà un incontro con gli artisti partecipanti ed una performance. Il progetto della mostra è dell’Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea di Cerrina Monferrato in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura della Provincia di Perugia e del Comune di Spoleto e la curatela è affidata allo Studio A’87, diretto da Franco Troiani. Questa è la prima di una serie dedicata a documentare l’attività di artisti legati ad un territorio, gruppi, fondazioni, associazioni, con la collaborazione di artisti, operatori culturali, storici dell’arte. In questa edizione, sono proposti giovani artisti italiani che hanno esposto a Spoleto e in Umbria in alcune manifestazioni organizzate o partecipate da STUDIO A’87 negli ultimi dieci anni e sono: Stefano BONACCI, Tonina CECCHETTI, Michele CIRIBIFERA, Virginia Di LAZZARO, Massimo DIOSONO, Marino FICOLA, Danilo FIORUCCI, Giovanni GAGGIA, Benedetta GALLI, Ilaria LOQUENZI, Francesca MANFREDI, Roberta MECCOLI, Gianluca MURASECCHI, Laura PATACCHIA, Gianni PIACENTINI, Giovanni TERMINI, Cristina TREPPO, Franco TROIANI. Per l’occasione, Verso l’Arte Edizioni pubblicherà un catalogo a colori di 96 pagine, su cui saranno riprodotte tutte le opere esposte, le foto e le biografie degli artisti, il testo critico di Aldo Iori e le presentazioni di Anselmo Villata, Presidente dell’I.N.A.C., Giuliana Manica, Assessore al Turismo della Regione Piemonte, Aldo Visca, Sindaco di Cerrina, Daniele Benedetti, Sindaco di Spoleto, Donatella Porzi, Assessore alle Attività Culturali della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, Presidente della Provincia di Perugia. L’evento gode dei patrocini della Regione Piemonte, Assessorato al Turismo, dell’Assessorato ai Servizi Culturali della Provincia di Perugia, Assessorato alla Cultura del Comune di Cerrina Monferrato e del Comune di Spoleto.
La mostra verrà riproposta a Villa Redenta di Spoleto nella primavera 2010.
Daria Patrucco
In alto: Roberta Meccoli,
Passaggio in India
Danilo Fiorucci,
Testimoni Oculari





Francesca Manfredi,
Il sogno






lunedì 21 settembre 2009


Benedetta Galli, El Trebisonde, stampa cm 100x70
L'immagine è stata creata per Danilo Fiorucci, Robert Lang e Lucilla Ragni, fondatori nel 1989 dell’Associazione Arti Visive Trebisonda di Perugia
copyright Benedetta Galli 2009

XX3//~ Interventi di arte contemporanea nella città di Perugia















Perugia, spazi della pubblica affissione,
Palazzina Vicarelli
20 settembre 4 ottobre 2009
Inaugurazione: domenica 20 settembre ore 18
Trebisonda via Bramante 26, Perugia

L’Associazione Arti Visive Trebisonda, in occasione del ventesimo anniversario della fondazione, ha riunito alcuni dei numerosi artisti con i quali ha collaborato in questo lungo periodo, coinvolgendoli in un progetto espositivo diffuso nell’intera città di Perugia.
A partire dal 20 settembre le opere, in forma di manifesti, prodotte dai trentotto artisti che hanno aderito all’iniziativa, saranno inserite negli spazi della pubblica affissione.
Gli stessi manifesti saranno impiegati per "rivestire" la sede dell'associazione, creando così un'installazione che rende evidente la natura aperta e collettiva di Trebisonda. Il progetto espositivo è inserito nella manifestazione "Perugia Arti Contemporanee". Gli artisti che hanno aderito al progetto sono:
Gesine Arps, Stefano Bicini, Lorenzo Biggi, Dominik Böhringer, Stefano Bonacci, Alain Le Bourgocque, Carlo Carnevali, Vincenzo Cerquiglini, Luca Costantini, Massimo Diosono, Marino Ficola, Danilo Fiorucci, Simona Frillici, Ottilie Gaigl, Benedetta Galli, Aldo Grazzi, Elfrida Gubbini, Karpüseeler, Luca Leandri, Serenella Lupparelli, Clara Luiselli, Francesca Manfredi, Christa Manz De Wald, Vittoria Mazzoni, Roberta Meccoli, Lori Nozick, Robert Lang, Ulrike Oeter, Conrad Oppenrieder, Franco Ottavianelli, Lucilla Ragni, Sandford & Gosti, Hilde SeyBoth, Joannes Simon, Jack Sal, Alberto Timossi, Paolo Tramontana, Marco Villani.
L’iniziativa, parte di un progetto più ampio di documentazione dell’attività di Trebisonda, gode del sostegno, oltre che degli sponsor ufficiali di "Perugia Arti Contemporanee", della FP CGIL dell’Umbria e Dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia.

(tratto dal comunicato stampa)




martedì 21 luglio 2009

giovedì 16 luglio 2009

"PERCORSI CROMATICI"

fotografie di Margherita Taticchi

Centro d'Arte e Cultura Torre Strozzi

a Parlesca (pg) dal 4 al 24 luglio.

Lo scorrere del tempo; il manifestarsi, istante dopo istante, di una realtà diversa; il continuo trapassare dal nuovo al vecchio, dal caos all'ordine, e viceversa: è la realtà che incanta, realtà in cui trama e ordito, dritto e rovescio tessono un'unica rete.

lunedì 29 giugno 2009

Francesca Manfredi, senza titolo (80 metri lineari di costrizione)
installazione per Ri...Galgata Incontri d'arte all'aperto 2009
Foto Courtesy Rolf Horstmann

sabato 13 giugno 2009

sabato 30 maggio 2009

SETTING Una mostra fotografica di JOHN OSLANSKY
Franziska Berger Studio Gallery via Puccini 3, Ponte Felcino, Perugia Inaugurata sabato 30 maggio. Fino al 28 giugno 2009
"Il ciclo dei lavori fotografici di John Oslansky affronta un ambito tematico che trova riscontri prestigiosi nella tradizione della fotografia del Novecento, quella del paesaggio industriale, con molte influenze suggestive anche nel campo della pittura.[...] La parola setting indica il luogo in cui si svolge un'azione o, ancora più precisamente, come afferma lo stesso Oslansky, in cui si fanno le cose. Ed è proprio il senso del fare che si concretizza nel suo svolgersi, la linea guida del progetto fotografico.
La serie delle foto polaroid comprende lavori degli anni ottanta ed altri molto recenti. L'artista, infatti, ha voluto riprendere tale tecnica proprio nel momento in cui la Polaroid Corporation ha cessato di produrre le celebri pellicole istantanee. I lavori creano un mosaico lineare di ritratti, con qualche scena urbana. Compaiono personaggi noti, come Allen Ginsberg, William Burrough, Cecil Taylor, Susan Sontag, Margaret Atwood, Luis Garrel, accanto ad altri anonimi, ma ugualmente solenni e importanti. La sequenza, nell'immediatezza delle immagini, restituisce la vitalità fragrante del quotidiano, spingendoci a scrutare l'essenza e la sostanza delle persone e delle cose."
Brano tratto da Setting di Marinella Caputo
(foto courtesy John Oslansky e Franziska Berger)

sabato 23 maggio 2009


Benedetta Galli, Pro e Contro
installazione stampa su pvc, cm 240x240.
Teatro del Triofo, Cartoceto (pu).


venerdì 15 maggio 2009

Benedetta Galli, Sedie di Forza 2006
Teatro dei Concordi, Acquaviva, Siena
installazione in legno e pannolenci, 7 mq circa


Perugia Bosco Didattico di Ponte Felcino
dal 9/05 al 12/09 2009
Natura e Arte 2009 Mario Pizzoni / Antonella Capponi
Nell’ambito della seconda edizione di Natura e Arte sono stati invitati gli scultori Mario Pizzoni (Foligno, 1935) e Antonella Capponi (Gubbio 1965). Le loro opere appositamente realizzate per il luogo sono state collocate nel Molino della Catasta e nelle Serre delle Succulente, interagendo con gli stessi in maniera da non sopraffare le bellezze naturali con le quali dialogano.
Tratto dal comunicato stampa
(Foto a sinistra: un lavoro di Mario Pizzoni; a destra: l'intervento di Antonella Capponi e un particolare)

sabato 9 maggio 2009



Galleria Galica, Milano. Francisco Queiros, "Um ensurdecedor ata que de luz", silk paper e pastello, 2009. A sinistra "Os insectos venerosos jamais manifestam a sua energia espiriual", silk paper e pastello, 2009

tratto dalla mostra It's only a paper moon a cura di Giovanni Iovane.

Galleria Galica


It's only a paper moon


a cura di Giovanni Iovane


Inaugurata giovedì 7 maggio a Milano. Fino al 3 luglio 2009.

"It's only a paper moon è una canzone del 1933. E' stata utilizzata in seguito per molte improvvisazioni jazz e vanta al suo attivo decine e decine di interpreti famosi, da Nat King Cole a Ella Fitzgerald, Bing Crosby e più recentemente Lena Zavaroni e Ute Lemper. (...) It's only a paper moon ci sembra il titolo appropriato e progettualmente soft, di una mostra di "opere su carta" che attraverso esempi differenti vuole indicare processi linguistici, esercizi di stile (come l'antica pratica del d'apres), ironiche riformulazioni della percezione e taglienti critiche sociali." Tratto dal comunicato stampa


Opere di: Ignasi Aballì, Marco Di Giovanni, Aldo Grazzi, Philip Hausmeier, Jeffrey TY Lee, Sandrine Nicoletta, Paolo Parisi, Francisco Queiros, Andrei Roiter, Magnus Thierfelder
(nella foto: Aldo Grazzi, Insetti, stampa digitale su carta, 2003)

lunedì 20 aprile 2009


MiArt 2009 fieramilanocity
17-20 aprile









MiArt 2009 14°edizione della Fiera Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea.
Dal 17 al 20 aprile 2009 nei padiglioni 3 e 4 di Fieramilanocity.
Il settore moderno è stato curato da Donatella Volonté mentre quello contemporaneo da Giacinto di Pierantonio. Hanno esposto centoquarantatre gallerie soprattutto italiane. Tra le istituzioni e gli enti presenti alla fiera c'erano l'Accademia di Brera e il Centro Italiano per le Arti e la Cultura. All'ingresso, in viale Scarampo, in mezzo al traffico urbano, molti artisti si sono esposti a vario titolo, ognuno secondo le proprie ragioni con tanto di intervento di poliziotti in borghese. Per il Padiglione di Arte Contemporanea "..bisogna dare atto al nuovo curatore, della volontà di costruire un'esposizione, anche se di matrice commerciale, che mette a confronto artisti affermati e talenti di potenziale successo." (S.M.Rodinò DNews 17/04/09)

domenica 12 aprile 2009

OSCILLARE E SCINTILLARE
esposizione di Jacopo Gregori e Michele Santi, dal 11/04 al 19/04, Palazzo del Comune Ex Monte di Pietà, Spoleto (pg)

Michele Santi presenta una serie inedita di dipinti, dove "all’interno del perimetro del quadro colloca quanto fa evadere immagini distanti - immagini della memoria turbate dall’aver luogo nel tempo e dal battito del tempo nel luogo. Dove la presenza dell’immagine è possibile, sembra dirci l’artista, solo oscillando temerariamente sul filo teso dell’atto pittorico. Tempo e spazio si turbano reciprocamente quasi a rimproverarsi la rispettiva memoria."
Jacopo Gregori presenta una serie inedita di dieci stampe da matrici polimateriche, nelle quali "sviluppa tensioni prettamente pittoriche, ma risolte attraverso il linguaggio calcografico, riflettendo sulla questione fondamentale della formazione della matrice come nucleo originario della forma e dello spazio, la complessità inventiva della matrice si somma alla vertiginosa sequenza delle battute di stampa, che generano carte percosse dalla pressione della stampa quanto dalla leggerezza e da un’eleganza impervia della materia cromatica." (Sauro Cardinali)

venerdì 10 aprile 2009

IL FILO ROSSO
Intervista a Renato Mambor e contributi di Patrizia Speciale. Roma , marzo 2008. Renato Mambor è nato a Roma il 4 Dicembre 1936. Il suo esordio alla Galleria Appia con Mario Schifano e Cesare Tacchi. Dal 1975 fonda e dirige la compagnia teatrale Gruppo Trousse, negli anni Novanta si riavvicina alla pittura. Tra le mostre più recenti: Impronte indelebili, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, 2003; Da Balla alla Transavanguardia, Triennale di Milano, 2004; Renato Mambor, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Faenza, 2006; Connessioni, Fondazione Mudima, Milano, 2007; 52Biennale, Padiglione Siriano, Fondazione Valerio Riva, 2007 Venezia. Le ultime mostre di questi mesi : Un doppio insopportabile, Scuderie Aldobrandini, Roma; Mandala Condiviso (vedi foto), un progetto di Renato Mambor curato da Roberto Gramiccia e presentato all’Auditorium dell’Università di Tor Vergata il 22 maggio 2008 in collaborazione con gli artisti: Valerio Aschi, Aurelio Bulzatti, Stefano Della Porta, Baldo Diodato, Marilù Eustachio, Danilo Fiorucci, Ileana Florescu, Raul Gabriel, Adele Lotito, Vittoria Mazzoni, Claudia Peill, Cloti Ricciardi, Gennaro Scarpellino, Betty Skuber, Barbara Solvucci, Alberto Vannetti. (nota biografiche tratte da “Renato Mambor Un doppio insopportabile” con testi di M.Riposati e G. Mazzini, Ed. Carte Segrete, 2008)

Benedetta Galli: Dopo il teatro il ritorno definitivo alla pittura…

Renato Mambor: La pittura l’ho ripresa perchè nel 1987 ho avuto un malore, mi sono operato a Berlino al cuore, me la sono vista brutta e quando poi l’operazione è risultata positiva io mi sono chiesto che ci facevo con questo cespuglio di anni che mi trovavo in più; allora mi sono detto - io sono un pittore - ed era intenso il dipingere di fronte al teatro che mi è piaciuto ed è stata una passione. Ho sentito l’esigenza immediata di ritornare alla pittura.
BG: Non avrei mai immaginato che ci fosse stato un motivo così drastico…
RM:Chiaramente le cose coincidono; il teatro stava in declino, è nato nel momento in cui c’era l’arte concettuale e io mi annoiavo ad andare nelle gallerie così congelate e fredde anche se condividevo il tipo di lavoro che si faceva; però un giorno sono andato all’ Alberico e li sembrava che ci fosse una festa rispetto alla fredezza delle gallerie bianche. E questa era gente come Benigni, come Verdone, Formica, c’era un’energia diversa, un calore umano diverso e mi sono appassionato al teatro. Il nostro teatro era fortemente psicologico perche questa scatola, “Trousse” (1) era diventato un astuccio che conteneva un uomo, un piccolo teatrino che parlava di se stesso, per questo dico psicodramma, drammatizzava la sua vita i suoi desideri, le sue invenzioni. Il primo esperimento l’ho fatto con Remo Remotti, un pazzo furioso simpaticissimo, lui scriveva i testi, era l’autore e io il regista.
BG: Erano già gli anni ottanta?
Patrizia Speciale:Io ho iniziato con Renato nel ‘78. Lui ha ricominciato a dipingere dopo l’operazione al cuore. Nell’89 abbiamo fatto “Di Remotti ce n’è uno solo”, uno spettacolo che è stato un atto di omaggio a Remotti perché ci ha aiutato tantissimo. L’ultima cosa Radiovisione un progetto fatto con laboratori; c’è come un filo che lega questi progetti ai suoi lavori. Ad esempio questo progetto prossimo, il Mandala Condiviso che adesso verrà esposto il 22 maggio, è vicino ad un lavoro che parte dal Diario del ’67 e anche prima. Questo suo desiderio di apertura agli altri, di coinvolgimento con altri artisti, di mostrare proprio un comportamento. Radiovisione in teatro rientra in questa linea, era la sua idea come uno stimolo; la radio che induce una visione interna che poi è personale. Radiovisione è stata data come tema ad una serie di amici artisti di diverse discipline. Renato a lavorato in teatro con attori, danzatori, coreografi, e dando questo tema tutti furono molto interessati. Vennero fuori spettacoli di artisti diversi, anche delle grandi serate in cui in scena si era anche in quaranta; con musica dal vivo, danzatori, attori, ciascuno con il proprio siparietto ma con un coro che continuamente interagiva, è stata un’esperienza bellissima. Una giusta conclusione di quel periodo. Nel 1992 a Palazzo delle Esposizioni Renato a fatto questa grande istallazione “L‘osservatore e le coltivazioni” , nella sala teatro abbiamo fatto questa ripresa rinnovata dello spettacolo del ‘82 “Gli osservatori”. Un filo che ancora lo lega al teatro è rimasto.
BG: Renato lei dice che ogni persona è legata all’altra da un filo ideale sotterraneo… io le dico che c’è un filo che collega tante persone ed è a pagamento, si chiama internet. Lei che opinione ha di internet?
RM: Questo filo rosso dell’internet è esterno quello di cui noi parlavamo è interno. Viaggia ma poi ci sono i contenuti. Ci sono immagini, segni. La cosa più importante è l’uomo che traduce questi segni. Quindi sono sempre i contenuti l’importante, quando parlavo di filo rosso intendevo contenuti. Ognuno è collegato all’altro, esiste una collettività, un’ unità. E da li tutto un discorso sia politico sia etico, noi quattro siamo collegati ma c’è una cultura che cerca di dividerci. Ci hanno indotto a credere alla paura alla separazione. Questo filo rosso è il fatto che bisogna considerare che esiste il dialogo tra una persona e l’altra. Perché siamo un tutt’uno. Poi internet non ne negativo ne positivo, è uno strumento che usiamo.
PS: Come la vita ha un funzionamento profondo, così all’interno dell’arte c’è questo collegamento che Renato coglie alla sua maniera. Internet è uno specchi esterno. Rispecchia ciò che esiste, Renato a fatto questo lavoro “Connessioni”: triangoli con figure umane su una parete bianca; poi c’è una figura umana inchiavardata ad un triangolo e un filo rosso intermittente perché è l’occhio che deve ricomporre. Ad una mostra di Renato a Milano alla Fondazione Mudima nel 2007, un critico, Tommaso Trini, disse - non ti rendi conto che questo può essere letto come una resa artistica, un riferimento ad internet- lui ha letto il lavoro tutto in questa chiave laddove Renato indicava un altro percorso.
RM: Il segno è sempre polivalente, uno può leggere internet come unità.
BG: Il Mandala Condiviso come è nato?
RM: Il Mandala Condiviso significa la possibilità di convivere diversi linguaggi, eliminare il confine tra un territorio e l’altro. E’ nato quattro anni fa. Ho fatto una specie di ipotesi, questo disegno poi ho chiamato gli amici, mi ha aiutato Roberto Gramiccia e gli altri artisti. La bravura di questi artisti è stata quella di stare in un’ opera progettata da un altro artista. La generosità, non individualismo, non egoismo. Io davo questo segno, un obbligo. Hanno tutti risposto e non sono intervenuto in nient’altro. Io lego tutti quanti.
PS: C’è un passaggio interessante, Renato a fatto questa mostra a Frascati “Un Doppio Insopportabile” che è comunque in qualche modo affronta lo stesso discorso da altri punti di vista.
BG: A proposito di legami e del rapporto con le gallerie, ho visto la pubblicità di una galleria su un vecchio giornale d’arte che diceva ‘esclusiva delle opere di Renato Mambor’ , in che modo collaborate?
PS: ArtTime ha l’esclusiva sulla vendita. C’è un ottimo rapporto di collaborazione, lasciando una enorme libertà che permette a Renato di pensare ai suoi progetti. Questa è la loro sensibilità e intelligenza, sono dietro ad accettare quello che Renato propone, come questa mostra di Frascati curata da Massimo Riposati. Loro intervengono anche ad appoggiare i progetti di Renato. C’è da parte loro il vero interesse nei suoi lavori. Con ArtTime c’è un ottimo rapporto, non si sono mai permessi di frenare Renato. Ci sono stati veri momenti di entusiasmo e diventa un piacere.
RM: Quando avrai un contratto ti darò un consiglio…
BG: Lo accetterò!
RM: Ho presentato la gallerista Marzia Spatafora (2) ad Achille Bonito Oliva e adesso faranno insieme una mostra a Napoli. Achille è un amico.
PS: Massimo Riposati ricontattò Achille quando Renato ricominciò a dipingere, perché erano trascorsi quindici anni e non si vedevano da molto tempo.
RM: Achille sa essere anche odioso scortese scorbutico. E’ di una velocità a capire le cose. Detta un testo su cui non si deve cambiare una virgola.
PS: Poi Achille ha appoggiato un progetto di Renato straordinario, un progetto di qualche anno fa…
BG: Di che progetto si tratta?
PS: Renato ebbe l’idea, vedendo lo spazio a Borghetto Flaminio, c’era un vecchio deposito Atac dove tenevano i vecchi tram a cavallo comunque ci fecero vedere questo spazio, e Renato disse che non si poteva fare una mostra con i pannelli ma lasciandolo così aperto come se fosse ancora un deposito di autobus, in cui ogni autobus diventa una galleria. Così abbiano parlato con Achille Bonito Oliva, gli è piaciuto tantissimo, si è chiamato “Fermata d’autobus”. L’Atac e il Comune di Roma ci diedero la spazio e sei autobus che erano in disuso. Tre gialli e tre corriere blu, vecchie. Gli autobus furono vuotati; Achille e Renato chiamarono alcuni artisti come Cloti Ricciardi, Vector Pisani, Fabio Mauri ed altri. Intorno agli autobus Renato, con quello che era stato espulso, fece delle sculture. L’autobus di Cloti Ricciardi, tu salivi e dentro c’era la pioggia. Fu una mostra straordinaria, era il ’95-’96.
BG: Ritorna il senso del Mandala Condiviso…
RM:Il lavoro che ho fatto ultimamente è stato questo: non dire “o questo o quello” ma “questo e quello”, le cose si presentano insieme e non divise. Come vedi c’è questo senso di unità. I Mandala sono due ma non riesco a dire quale preferisco, le differenze non esistono. Si vuole dare una spinta all’ipotesi di lavoro corale. Ci sono dei pittori che mi hanno messo in crisi e invece mi sono accorto che nella totalità mi piacevano. Il problema è anche il comportamento, siamo tutti insieme , c’è questo filo rosso, c’è internet ma bisogna iniziare a comportarci con amore, con rispetto e con dialogo verso gli altri. Questo comportamento genera l’arte sennò fai soltanto l’arte di quello che già c’è. Invece cambiare comportamento è cambiare l’arte.

Note:
1 “Trousse” un lavoro dell‘artista in profilato metallico di due metri per uno realizzato nel 1975.
2 Marzia Spatafora, Galleria ArtTime di Brescia.

giovedì 9 aprile 2009

Benedetta Galli, Nessun Pezzo Mancante, 2007 pennarello su carta cm 11x11

sabato 4 aprile 2009

Francesco Candeloro
Solitari, occasioni d'Arte nella Torre di Orlando

mostra inaugurata sabato 4 Aprile Castiglione della Valle PG
Solitari, occasioni d’Arte nella torre di Orlando” propone un nuovo evento. Dal 29 Marzo al 4 Aprile l'artista Francesco Candeloro ha soggiornato alla Torre di Orlando nel centro storico di Castiglione della Valle (Perugia).Sabato 4 Aprile, alle ore 17,00 Francesco Candeloro ha presentato quattro installazioni temporanee nelle stanze della Torre e nella sala di Via Garibaldi,4
“Candeloro sostituisce le finestre di Torre di Orlando con due lastre di plexiglas sovrapposte di colori diversi, sorta di versione post-moderna delle vetrate delle antiche chiese. Con questa operazione l’artista usa la luce non solo come elemento rivelatore di un diverso livello di coscienza della realtà, ma anche come metafora gioiosa di vita, entrando in perfetta simbiosi con l’ambiente “francescano” della laude che lo accoglie.” Giulia Clelia Levante

domenica 29 marzo 2009

"Osservatorio, omaggio a Galileo Galilei" mostra collettiva con : Simona Frillici, Gianfranco Grosso, Anette Haas, Franco Ottavianelli, Gianni Piacentini, Anton Roca. Curata da Manuela De Leonardis. Inaugurata sabato 28 Marzo alla Wunderkammern nello spazio di via Gabrio Serbelloni a Roma. (nella foto: particolare dell'opera di Anton Roca prestata dal Comune di Cesena)

lunedì 16 marzo 2009

IMMAGINE: dal latino imago da imare, imitare attestata nelle aree indoiraniana, baltica e celtica. Figura, forma esteriore, riproduzione,oggetto percepito con la vista, impressione, sensazione, visione.
Etimologia Italiana, G.Devoto, Ed.Mondadori, Milano 1999.

sabato 7 marzo 2009


Michelangelo Pistoletto "La mela reintegrata" (Ø 3,60 x Ø 3,00 mt), La Spezia, Centro Arte Moderna e Contemporanea, 8 dicembre 2007

venerdì 27 febbraio 2009


GRANDE MOKA DI MEZZANOTTE

Perugia, 31 Gennaio 2009, Studio Sandford&Gosti.
Valter Gosti, Benedetta Galli e la Grande Moka.

venerdì 20 febbraio 2009



"Una grande cella con orizzonte alto qualche ora prima del tramonto" Mostra di Vittorio Messina a cura di Antonio Pazzaglia. Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, Sala dei Bronzi. 6 Ottobre 2007. Nella foto da destra in piedi: Lucilla Ragni, Danilo Fiorucci, Karpusseler, Jack Sal, Benedetta Galli, Antonio Pazzaglia, Vittorio Messina, Carmelo Marvelli, (?). In basso: Stefano Bonacci, Massimo Diosono.

martedì 17 febbraio 2009


Benedetta Galli, T-Storm, 2008, smalto e anilina su tela, cm 80x120

sabato 14 febbraio 2009


Incendio a Ponte Felcino (pg) , via Canneto Sant'Angelo, 2006


Benedetta Galli, Maschera, 2004, penna su carta, cm21x29

Benedetta Galli, La Strada Scarlatta, 2003
pastello su carta, cm 10x15

martedì 10 febbraio 2009

Ricordo d'artista

Nel 2006 andai a Roma per intervistare Pablo Echaurren. L'intervista fu pubblicata nel free press Artico nel mese di settembre. Echaurren è stato gentile, premuroso e nello stesso tempo professionale; abituato a parlare a rispondere, a sedersi come si deve.
Mi aspettava nel suo studio. Quando l'ho visto affacciato al balcone, mi ha dato l'impressione di uno zio, uno di quelli che ti difendono sempre, uno di quelli con cui fumi la prima sigaretta. Echaurren però non fuma affatto, non beve alcolici ne bibite colorate.
Ha uno splendido aspetto, racconta storie curiose e una per tutte la sua.
Non avevo preparato domande su suo padre, non si possono paragonare due persone o due artisti perché parenti ma è inevitabile che queste vite siano legate. Così è stato lui a parlarne.
Essere figli di Sebastian Matta deve essere stato (nel bene e nel male) come essere figli di quei genitori che un giorno escono per comprare le sigarette o l'aspirina, e non tornano più.
Quando ci siamo salutati Echaurren mi ha regalato un catalogo autografato che conservo con affetto.