martedì 10 febbraio 2009

Ricordo d'artista

Nel 2006 andai a Roma per intervistare Pablo Echaurren. L'intervista fu pubblicata nel free press Artico nel mese di settembre. Echaurren è stato gentile, premuroso e nello stesso tempo professionale; abituato a parlare a rispondere, a sedersi come si deve.
Mi aspettava nel suo studio. Quando l'ho visto affacciato al balcone, mi ha dato l'impressione di uno zio, uno di quelli che ti difendono sempre, uno di quelli con cui fumi la prima sigaretta. Echaurren però non fuma affatto, non beve alcolici ne bibite colorate.
Ha uno splendido aspetto, racconta storie curiose e una per tutte la sua.
Non avevo preparato domande su suo padre, non si possono paragonare due persone o due artisti perché parenti ma è inevitabile che queste vite siano legate. Così è stato lui a parlarne.
Essere figli di Sebastian Matta deve essere stato (nel bene e nel male) come essere figli di quei genitori che un giorno escono per comprare le sigarette o l'aspirina, e non tornano più.
Quando ci siamo salutati Echaurren mi ha regalato un catalogo autografato che conservo con affetto.