mercoledì 21 novembre 2018

CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA TREBISONDA 
progetto DOPPIOSOGNO 

Estemporanea Play
di Piotr Hanzelewicz, Davide Serpetti, Luigi Presicce

sabato 24 Novembre - Inaugurazione ore 18.30
Sabato 24 Novembre 2018 inaugura presso gli spazi di Centro per l'Arte Contemporanea Trebisonda, all'interno della rassegna Doppiosogno, la mostra Estemporanea Play un progetto con due giocatori, Piotr Hanzelewicz e Davide Serpetti sotto la guida dell'allenatore Luigi Presicce. Nel corso della settimana precedente l'inaugurazione, gli artisti lavoreranno direttamente sul posto dividendo gli ambienti del Centro tra uno studio condiviso (al piano terra) ed uno spazio espositivo (al primo piano), entrambi visitabili. 

La divisione degli spazi sulla base della loro funzione, permette di aprire un ragionamento su un'esperienza di confronto e di lavoro che vive su una linea di confine tra dimensione pubblica e privata. Si tratta pertanto di una “giocata estemporanea” in cui i tre artisti, in ruoli ben definiti, si mettono in relazione tra loro all'interno dello spazio, dopo aver concordato solo materiali da utilizzare e un continuo depistaggio di una tematica da (non) seguire. 

Estemporanea Play è il pretesto per ragionare, costruire, smantellare, sovvertire, perseguire insieme. Dall'invito a partecipare al progetto “DOPPIOSOGNO” di Trebisonda, i due giocatori, Hanzelewicz e Serpetti, su indicazione dell'allenatore Presicce, guardano all’omonimo romanzo di Arthur Schnitzler. 

Di qui il primo nodo cruciale: la prima edizione ufficiale del testo in Germania risale al 1926, edito con il titolo Traumnovelle (Racconto del sogno), la traduzione italiana del titolo è invece una fusione tra il titolo provvisorio (Doppelnovelle – Doppio racconto) che accompagna il testo durante la sua elaborazione (1921-1924) e quello definitivo: scompare dunque dal titolo della versione italiana l'idea della narrazione, resta invece il concetto del sogno. Di un sogno doppio che nel titolo in lingua originale non c'è mai stato. Si passa per automatismo all'analisi della trasposizione cinematografica ad opera di Stanley Kubrick, in cui il testo originario viene ribaltato e spesso rovesciato come un calzino in uno specchio. 

Giocando (playing) di sponda, di nuovo in maniera “estemporanea”, la locandina di “Eyes wide shut” diventa modello per il manifesto della mostra. Nella pellicola del 1999 è fortissimo il rimando alla stella di Inanna, simbolo della divinità sumera, corrispondente nel pantheon babilonese ad Ishtar, la cui porta diventa un altro elemento messo in campo. Il gioco di specchi o sistema di scatole cinesi (o scatole indoeuropee), o per essere ancora più precisi, il giuoco di rimandi e sinapsi, prosegue nella scelta del verbo play che indica “giocare” tanto quanto, come dichiara il manifesto della mostra, “suonare” o come fanno gli attori di un film (cui si fa esplicito riferimento) “recitare”.

Estemporanea Play nasce dall'incontro di Davide Serpetti con Piotr Hanzelewicz che diventano giocatori estemporanei nella stessa disciplina, realizzando da zero in loco un progetto rispetto al quale pochi elementi sono dati per certi. Un incontro dunque, una giocata, che porta con sé la complessità di ciò che nell'altro è ignoto quando non è un altro specchio (doppiospecchio), già parte di noi. Di qui, nel ritiro di Trebisonda, si rende necessaria la presenza costante dell'occhio supremo di un allenatore. “Indicazioni specifiche sulla preparazione agonistica, tanto impegno, fiducia nel mister e poi niente, ci vediamo sabato 24 Novembre".

Dal 24 novembre all'8 dicembre 2018
Venerdi sabato e domenica ore 17. 30 / 19. 30
Info: danilart@libero.it