martedì 16 marzo 2010

Nicola Bolla, Atomic Vanitas, 2010
QUADRI DA VETRINA
mostra personale di Nicola Bolla
contributo critico di Luca Beatrice
Gallerja, via della Lupa 24 Roma
dal 12 marzo al 16 maggio 2010
"Le sculture e le installazioni di Nicola Bolla sono l'espressione di una nuova Vanitas formulata attraverso l'uso sapiente dello Swarowsky applicato ai soggetti della personale collezione dell'artista: teschi, animali mitologici, orinatoi, cappi o catene, oggetti diversi sia per dimenzioni che per valore iconico, dove convivono ossimori visivi e tematici: buio e luce, forma e contenuto, opulenza e miseria. (...)"
tratto dal testo critico
La mostra non mi è piaciuta, le installazioni hanno comunque degli aspetti interessanti e per questo mi permetto di spendere un parere su questo spazio pubblico.
Nel contributo di Luca Beatrice compare per due volte la parola Swarowsky, in: "uso sapiente dello S." e "Lo S. diventato marchio di fabbrica". Se per l'artista piemontese i noti cristalli sono così importanti nel formulare il suo lavoro, sarebbe meglio che sapesse almeno come si scrive (e controllare chi scrive per lui). Infatti il fondatore Helmut Swarovski, ci tiene molto al suo nome e alla sua grande azienda, la Swarovski Cristal Society, che da oltre cento anni riempie di gioia la vita di molte signore e signorine. Questi cristalli anche se sono di alta qualità e di eccellente lavorazione non sono propriamente il simbolo del lusso, dell'opulenza o della ricchezza ma piuttosto un sostituto luccicante e ben fatto del diamante. Chi può permettersi i diamanti? Né io, né Nicola Bolla.
Benedetta Galli